Ingegnere 51enne assassinato a Napoli: l’omicidio è avvenuto sotto casa sua, nel quartiere di Chiaia

di Redazione
In Cronaca
29 novembre 2016
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Un nuovo caso di cronaca nera insanguina le strade di Napoli e questa volta in una delle zone più rinomate della città: un ingegnere è stato accoltellato a morte nel borgo di Chiaia.

 

ASSASSINATO UN NOTO INGEGNERE – Il fatto di sangue è avvenuto sotto casa della vittima e, quello che desta maggiore preoccupazione, è soprattutto il fatto che si tratta dell’ennesimo episodio di cronaca nera che non avviene nei quartieri malfamati di Napoli, bensì in una delle zone definite come il “salotto buono” della città partenopea. Nella serata di ieri, un noto ingegnere di 51 anni è stato assassinato in viale Maria Cristina di Savoia, nel borgo di Chiaia che fa parte della municipalità numero 1. Vittorio Matarazzo (questo il nome della vittima) è stato assassinato con una sola coltellata che si è rivelata fatale, dato che ha reciso la carotide ed è stata la causa della morte: il cadavere dell’uomo è stato ritrovato da alcuni condomini, riverso in una pozza di sangue, quando oramai non c’era più nulla da fare.

SI SEGUE LA PISTA DELLA PREMEDITAZIONE – Stimato professionista, rinomato in tutto il quartiere, Matarazzo conosceva sicuramente chi l’ha ucciso: secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine, l’assassino avrebbe citofonato all’ingegnere, invitandolo a scendere in strada e poi uccidendolo nei pressi dell’atrio del palazzo in cui abitava. Alcuni residenti in viale Maria Cristina di Savoia hanno confermato di aver udito delle urla e che potrebbe essere stato un improvviso e acceso diverbio a portare al brutale omicidio. Al momento dell’accoltellamento diversi esercizi commerciali erano ancora aperti: non è escluso che alcuni testimoni abbiano visto in volto l’assassino e che quindi vengano ascoltati nelle prossime ore dagli inquirenti della Squadra Mobile di Napoli; inoltre, verranno vagliate prossimamente anche le immagini registrate da alcune videocamere di sorveglianza poste lungo il viale per dare vita a dei controlli incrociati. Dietro al fatto di sangue sembrerebbero comunque esserci dei motivi personali, ed è probabile che vi sia stata anche premeditazione, dal momento che il killer si è presentato armato di coltello sotto l’abitazione di Matarazzo.

 

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