Cronaca

Nuove ipotesi sulla morte di Anna Maria Stellato: spunta un possibile serial killer

Anna Maria Stellato, la 24enne originaria di Leivi e che due anni e mezzo fa si trovava a Rimini, coinvolta in un giro di droga, e che appunto a Rimini, venne uccisa, potrebbe essere stata vittima di un marocchino 32enne, che si trova attualmente in carcere a Siracusa, perché accusato di altri due omicidi con caratteristiche simili.

La giovane ligure sarebbe stata quindi vittima di un serial-killer. Il caso è stato riaperto e la Procura di Rimini ha messo sotto indagine il marocchino, dopo che un giornalista del quotidiano “Corriere di Romagna”, ha fatto presente alle autorità riminesi ed a quelle di Siracusa, le circostanze della morte della ragazza e le similitudini con quelle degli altri due delitti per i quali è accusato l’uomo. Al momento dell’uccisione di Anna Maria Stellato, le testimonianze avevano parlato di due persone che erano con lei sulla spiaggia di Rimini la sera del 14 luglio 2012.

Il corpo della ragazza, ormai senza vita, era stato notato la mattina dopo, nel tratto di mare davanti alla località Torre Pedrera da un turista tedesco che aveva immediatamente avvisato i carabinieri. Le indagini portate avanti dagli uomini dell’Arma avevano portato ad identificare le due persone , ed una di queste era proprio il presunto serial killer marocchino.

Durante l’interrogatorio, il marocchino aveva dichiarato di aver visto la ragazza agonizzante e di essersi spaventato e quindi era scappato via, dopo aver preso la borsa della ragazza ed averla buttata dentro un cassonetto, l’uomo era così stato accusato solo di omissione di soccorso.

Il marocchino dichiarò che la ragazza, definita “sua amica”, era stata colpita da un malore mentre si trovava in acqua, dopo che si era iniettata dell’eroina. Al momento, il marocchino fornì alle autorità anche il nome dello spacciatore che aveva venduto la droga ad Anna Maria Stellato, un uomo di nazionalità tunisina che dopo l’arresto venne condannato per spaccio a tre anni e mezzo di carcere, una sentenza che poi in appello venne cancellata per mancanza di prove.

All’epoca dei fatti, il sospettato lavorava come aiuto cuoco in un ristorante di Rimini. Secondo l’autopsia, effettuata sul corpo della ragazza, la morte era dovuta ad annegamento. A Catania una donna di 50 anni che era scomparsa il 29 novembre dello scorso anno, è stata trovata cadavere sulla spiaggia circa un mese fa, con una lesione al capo e senza documenti. In Puglia, a Latiano è stato invece ucciso e bruciato un pensionato, nel novembre scorso, pensionato che era stato adescato su un sito per soli uomini proprio dal sospettato serial killer.

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