Strage di poliziotti a Kabul: i talebani rivendicano l’attacco kamikaze presso un compound militare

di Redazione
In Mondo
2 febbraio 2016
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Un attentato kamikaze ha colpito un compound della Polizia Nazionale dell'Ordine Civile a Kabul (Afghanistan), causando la morte di più di 20 agenti, oltre a diversi feriti. La strage è stata in seguito rivendicata da alcune forze di ispirazione talebana.

 

ATTENTATO KAMIKAZE A KABUL – Torna a scorrere il sangue in Afghanistan, con la capitale Kabul funestata da un nuovo attentato: un terrorista si è fatto esplodere nei pressi di uno dei principali compound della Polizia Nazionale dell’Ordine Civile, causando la morte di oltre 20 agenti e il ferimento di altri 30, tra i quali le fonti di stampa locali annoverano alcuni civili.

Secondo i rappresentanti di Resolute Support, la Missione Nato da tempo presente nel Paese asiatico, la postazione delle forze dell’ordine sarebbe stata presa di mira anche per viadella vicinanza alla zona che ospita il Parlamento. Nelle ore successive all’attacco, una mail inviata ai principali organi di stampa da Zabihullah Mujahid, portavoce delle milizie di insorti di ispirazione talebana, ha rivendicato la paternità dell’azione terroristica.

 

LA CONDANNA DA PARTE DELLA MISSIONE NATO – Secondo Mujahid, il kamikaze sarebbe un residente del distretto di Imam Sahib, nella provincia settentrionale del Paese, ma secondo gli investigatori potrebbe essere stato un vero e proprio commando a organizzare la strage. Wilson Shoffner, a nome di Resolute Support, ha espresso il proprio cordoglio per la morte degli agenti afghani e ha condannato l’accaduto dal momento che, a suo dire, i talebani hanno colpito intenzionalmente un’area particolarmente affollata, senza preoccuparsi della presenza di civili innocenti nelle prossimità del compound.

“L’attacco contro le forze di polizia afghane mostra il disprezzo dei terroristi per la vita umana”

ha detto Shoffner, spiegando che queste milizie non riconosco né l’autorità attualmente al governo, né tantomeno il sacrificio che molti loro connazionali compiono arruolandosi nell’esercito, in modo del tutto volontario, per difendere la popolazione.

A preoccupare, inoltre, è anche il fatto che l’attentato abbia avuto luogo nel corso della visita di Thomas de Maizière, Ministro degli Interni tedesco, giunto a Kabul per parlare coi rappresentanti del governo locale della crisi dei migranti e dei flussi di profughi che ogni mese arrivano in Germania proprio dall’Afghanistan.

 

 

 

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