Ventimiglia: i profughi tornano sugli scogli, sgomberato il presidio

di Redazione
In Cronaca
30 settembre 2015
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Giornata particolare a Ventimiglia: profughi e migranti infatti, durante la notte del ventinove e trenta settembre, sono riusciti a rifugiarsi sugli scogli, come all'inizio della protesta.

 

Il campo No Borders, situato a Ventimiglia, è stato sgomberato dai migranti e dagli attivisti, che si sono organizzati per evitare di essere arrestati dalle forze dell’ordine.

Il tutto è avvenuto alle prime ore dell’alba del trenta settembre 2015: una soffiata, giunta al campo ha permesso, alle oltre cento persone presenti nel campo, di poter prendere dei provvedimenti per evitare delle situazioni poco spiacevoli.
Altre persone invece, rimaste nel campo, ha tentato di opporre resistenza, ma nulla hanno potuto contro le forze dell’ordine, che sono riuscite a invadere il campo ed a smantellarlo.
Un’operazione che ha richiesto circa dodici veicoli della polizia, che si è trovata contro un gruppo di persone sostanzialmente pacifiche, che non hanno ricorso a comportamenti violenti, evitando che il tutto potesse degenerare in brevissimo tempo.

 

Il sindaco Enrico Ioculano ha commentato l’accaduto in maniera positiva, sottolineando che si è trattato di un comportamento che sarebbe dovuto esser stato adottato prima.
Il sindaco non ha rivolto parole negative contro i partecipanti alla manifestazione, che da tempo hanno creato il campo No Borders, sottolineando che, per quanto fosse giusta la protesta, la loro presenza in quel luogo rendeva la città di Ventimiglia meno accogliente del solito.

A commentare l’accaduto è anche uno dei rappresentati del campo, ovvero Alexander, il quale ha sostenuto che da quella zona loro non si muoveranno affatto e che non si arrenderanno finché la situazione non venga risolta.
Inoltre, lo stesso Alexander ha sostenuto che, essendoci una manifestazione prevista per mezzogiorno del trenta settembre 2015, alcuni ragazzi che volevano unirsi alla protesta sono stati bloccati dalle forze dell’ordine.

Infine, il manifestante ha voluto sottolineare come la tensione sia elevata in queste ultime ore e di come si sentano imprigionati, visto che la Francia ha chiuso i confini, impedendo loro di potersi recare nel Paese per poter sfuggire alle forze dell’ordine.
Situazione complicata dunque a Ventimiglia, dove ancora la goccia che ha fatto traboccare il vaso non è stata versata, e ci si augura che nessuna delle due fazioni, ovvero manifestanti e forze dell’ordine, possa adottare un comportamento violento nei confronti dell’altra.

 

 

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