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Londra, rinvenute lettere esplosive in aeroporti e stazioni: torna l’allarme terrorismo

Dopo che sono state rinvenute delle lettere esplosive in due aeroporti e in una stazione (ma c’è anche una busta sospetta recapitata al Parlamento di Westminster) a Londra è tornato l’incubo terrorismo.

Lettere bomba a Londra

Gli aeroporti di Heathrow e City, la stazione di Waterloo, ma anche alcuni atenei della capitale e persino il Parlamento di Westminster, dove il pacco sospetto era indirizzato a Sajid Javid, Ministro per gli Affari Interni: ha tutti i crismi dell’azione in grande stile quella che nelle ultime ore ha visto rinvenire in diversi “luoghi sensibili” di Londra delle lettere esplosive e missive che inneggiavano all’odio razziale, dirette contro alcuni deputati laburisti.

Al momento, secondo gli inquirenti, si tratterebbe solo di una strategia della tensione dato che i suddetti pacchi sono stati facilmente disinnescati, ma intanto nella metropoli torna l’incubo del terrorismo di matrice jihadista che nel corso degli ultimi undici anni ha colpito in varie occasioni. Ad ogni modo gli agenti dell’antiterrorismo che stanno indagando su eventuali correlazioni tra i diversi plichi hanno individuato alcune analogie, ma il fatto che siano stati rinvenuti pacchi sospetti con francobolli irlandesi lascia aperta anche la pista della Nuova Ira.

Le minacce al Ministro Javid

A destare maggiore preoccupazione è la missiva inviata al Ministro conservatore Javid (cittadino britannico, ma nato da genitori di nazionalità pachistana), rivelatasi poi innocua a seguito di un controllo, e soprattutto i messaggi anti-islamisti diretti a diversi esponenti del Labour inglese in Parlamento. Secondo alcuni analisti il pacco inviato al titolare del dicastero degli Interni potrebbe essere una sorta di risposta all’intervista che lo stesso Javid aveva rilasciato il giorno prima al tabloid The Guardian e in cui definiva le lettere intimidatorie inviate a quattro parlamentari del partito di Jeremy Corbyn come “frutto di comportamenti malati” e volti a colpire determinate minoranze etniche o religiose nel Paese. “Punish a Muslim” (ovvero: punisci un musulmano) è l’invito presente nelle missive in cui si inneggia ad atti di violenza contro chi professa la fede islamica.