Economia

Lavoro: Matteo Renzi continua a promettere il Tfr in busta

Le divisioni e le critiche (anche interne al Pd) sul Jobs Act non sembrano aver minimamente scalfito la fiducia di Matteo Renzi nel suo programma e nel suo esecutivo.

L’ex sindaco di Firenze ha dichiarato nella Enews che il lavoro è la priorità assoluta ed il primo punto nell’agenda di Governo, ritornando così sulle grandi polemiche scatenate sulla sua riforma del lavoro e sulla revisione dell’articolo 18.

Il Premier ha inoltre promesso chiarimenti riguardo alle categorie più disagiate che, secondo coloro che sono critici nei confronti delle riforme renziane, resterebbero tagliate fuori dal Jobs Act. Mamme, disoccupati e giovani, secondo le opposizioni interne ed esterne, resterebbero, infatti, privi di tutele e di un vero piano per il ricollocamento nel mondo del lavoro.

Renzi ha, inoltre, insistito riguardo il Tfr che, secondo il Presidente del Consiglio, è costituito da soldi che appartengono ai lavoratori e che quindi devono andare direttamente in busta paga.
Il Tfr in busta paga andrebbe infatti a raddoppiare i famosi ottanta euro forniti dal Governo ai lavoratori, andando così ad influire (secondo gli analisti) sulla crescita dei consumi e, quindi, sulla ripresa della domanda interna.

Il Presidente del Consiglio si appresta a confrontarsi con le parti sociali ed i sindacati per verificare la possibilità di inserire il Tfr in busta paga senza andare a ledere l’integrità delle banche e delle piccole aziende. Renzi ha poi continuato dicendosi fiducioso sulla ripresa economica e smentendo le voci che vogliono un Pd spaccato sulla nuova riforma del lavoro.

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