Economia

Milleproroghe: tutte le novità in tema di sfratti, ammortizzatori sociali, regime dei minimi e rapporti con Equitalia

Dopo il si incassato alla Camera, con 280 voti favorevoli e 96 contrari, il discusso decreto milleproroghe, sul quale il Governo aveva posto la fiducia, approda al Senato. Posta la fiducia, il testo, così come modificato, resterà “blindato” e andrà convertito in legge entro la data del 1 Marzo prossimo; ecco, in breve, le ultime novità

Per quanto riguarda lo spinoso tema degli sfratti, il ministro Lupi ha fatto una parziale marcia indietro e, nell’attesa dell’attuazione del decreto che distribuirà alle Regioni le risorse economiche stanziate per il “Fondo Affitti“, i Giudici potranno concedere la sospensione delle procedure in corso, per un periodo di quattro mesi.
Una novità importante riguarda gli appalti pubblici: la quota di anticipo sul valore del lavoro, inizialmente prevista a favore delle aziende nella misura del 10% sale al 20%; una misura che, in parte, andrà a compensare le imprese del neointrodotto meccanismo di split payment, a norma del quale la pubblica amministrazione verserà l’IVA direttamente nelle casse dell’Erario, con potenziale pericolo per la liquidità delle imprese.
Quanto al Fondo di Garanzia previsto a sostegno delle attività produttive, arriva da un emendamento del Movimento 5 stelle una nuova restrizione per l’accesso al beneficio: inizialmente previsto per le aziende con meno di 500 dipendenti, oggi il Fondo, che facilita l’accesso ai finanziamenti, sarà riservato alle imprese con meno di 250 dipendenti.

Contrariamente a quanto inizialmente previsto, le agevolazioni previste per i lavoratori che hanno subito una riduzione dell’orario di lavoro in esecuzione dei contratti di solidarietà permarranno per tutto l’anno in corso, con un’integrazione della retribuzione persa pari al 70%; unica restrizione: l’agevolazione avrà un tetto massimo di 50 milioni di euro totali, nella cui ripartizione verranno privilegiati i contratti di nuova sottoscrizione.
Buone notizie anche per i professionisti possessori di partita IVA: dopo le stangate previste dalla legge di Stabilità e dalla riforma Fornero, con il decreto milleproroghe verrà introdotta la possibilità – per gli infratrentacinquenni con reddito inferiore ai 30 mila euro – di optare per il vecchio “regime dei minimi” ancora per tutto il 2015, con l’applicazione dell’aliquota del 5%.
Senza limitazioni di età o di reddito, invece, il blocco dell’aliquota contributiva, che rimane congelata al 27,72% ed aumenterà al 28% solo nel 2016 e al 29% l’anno successivo.
Anche scienziati e ricercatori possono contare su una buona notizia: Università ed enti di ricerca potranno concedere fondi per sei anni, contro i quattro previsti in precedenza, e si intendono prorogati sino al 2017 gli incentivi al rientro in Italia per coloro che hanno studiato, lavorato o conseguito una specializzazione in un altro Paese.

Quanto ai dipendenti civili della Croce Rossa che dovessero trovarsi in esubero a seguito della privatizzazione, saranno ricollocati all’interno della Pubblica Amministrazione, con lo stesso trattamento dei dipendenti delle Province.
Agevolazioni anche per Enti e cittadini in difficoltà con debiti arretrati; gli enti locali in dissesto potranno presentare il piano di riequilibrio finanziario sino al 30 Giugno prossimo; a quelle Regioni che, pur non avendo rispettato il patto di stabilità per l’anno passato, hanno però destinato al pagamento dei debiti una quota dell’obbiettivo superiore al 50%, non verrà applicata alcuna sanzione.
Previste, inoltre, nuove agevolazioni per i cittadini che, avendo non rispettato un primo piano di rateizzazione, intendono accedere ad una nuova opportunità per i loro debiti con Equitalia: le dilazioni potranno essere concesse sino a 72 mesi e, durante tale periodo, non potranno essere intraprese azioni esecutive.
Nuova – e da più parti si auspica ultima – proroga, infine, per gli adeguamenti alla normativa antincendio per le strutture alberghiere con oltre 25 posti letto, che avranno tempo sino ad Ottobre per mettersi in regola.
Niente inserimento, al contrario, per il discusso emendamento che si proponeva di eliminare lo “sconto”  a Rai e Mediaset relativamente ai  canoni per le frequenze tv.

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