Croazia: controlli più severi alle frontiere per migranti e anche cittadini UE

di Redazione
In Mondo
6 aprile 2017
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La Croazia ha appena approntato delle nuove regole relative ai controlli dei cittadini che entrano nel suo territorio: il governo guidato dalla presidentessa Kolinda Grabar-Kitarović ha infatti stabilito che verranno analizzati, attraverso uno scanner, tutti i documenti di chi si presenta alle frontiere, compresi quelli di coloro che provengono dai Paesi facenti parte della cosiddetta Area Schengen.

 

SVOLTA ALLE FRONTIERE IN CROAZIA – Stop alle ispezioni solo “visive” e approssimative, via libera invece a verifiche approfondite tramite scanner: nonostante faccia parte dell’Unione Europea ma non dell’Area Schengen, la Croazia ha deciso di attuare un vero e proprio giro di vite in tema di immigrazione e di controlli alle frontiere, venendo quindi incontro ad alcune norme restrittive approvate proprio a Bruxelles.

A differenza di quanto accade adesso (con le forze di polizia di confine impossibilitate ad effettuare verifiche approfondite sugli stessi cittadini UE, salvo rare eccezioni), da venerdì 7 aprile tutti i documenti di chi entra in territorio croato saranno dunque scansionati e sottoposti a un triplo controllo: in pratica, verranno di fatto incrociati i dati provenienti non solo dall’archivio digitale del Ministero degli Interni di Zagabria, ma anche da quello dell’Interpol (International Criminal Police Organization) e del SIS (Sistema d’Informazione Schengen).

 

LE MISURE VALIDE ANCHE PER L’AREA SCHENGEN – Stando a quanto si apprende, queste nuove regole entreranno in vigore, senza alcuna eccezione per tutti i cittadini, ai valichi di frontiera croati con Serbia, Montenegro e Bosnia (Paesi non ancora membri dell’Unione) ma anche con gli Stati membri quali, ad esempio, Ungheria e Slovenia.

Dopo l’annuncio da parte del Governo locale, qualche voce di protesta si è levata soprattutto da coloro i quali temono che le suddette misure potrebbero costituire, alla lunga, un piccolo deterrente per i flussi turistici, anche dalla vicina Italia. Infatti, lo stesso Ministero degli Interni, presieduto da Vlaho Orepic, ha ammesso che questo innalzamento degli standard di sicurezza potrebbe causare rallentamenti e congestionare così il traffico alle frontiere.

 

 

 

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