Donald Trump annuncia la costruzione del muro: “Un grande giorno per la sicurezza nazionale”

di Redazione
In Mondo
25 gennaio 2017
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Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, firmerà in giornata l'ordine esecutivo per avviare la costruzione di un grande muro lungo il confine con il Messico.

 

L’ANNUNCIO DEL GRANDE MURO – Nei suoi primi giorni di presidenza, Donald Trump si sta caratterizzando per il grande attivismo nel mostrare che le promesse fatte in campagna elettorale non erano solo degli annunci propagandistici. Dopo aver posto le basi per smantellare il cosiddetto ObamaCare, ovvero la riforma del sistema sanitario statunitense voluta dal precedente inquilino della Casa Bianca, il 70enne tycoon ha annunciato che presto cominceranno i lavori per la costruzione del grande muro al confine con il Messico, mentre verranno prese altre iniziative per bloccare l’arrivo di profughi da Paesi “esposti al rischio del terrorismo”.

Come anticipato nelle scorse ore da un tweet postato sul proprio profilo, Trump ha parlato di “grande giorno per la sicurezza nazionale” e firmerà oggi l’ordine esecutivo per la realizzazione della “barriera” lungo il perimetro meridionale degli Stati Uniti. La notizia ha un alto valore simbolico dato che si tratta di uno dei capisaldi su cui si è fondata la sua corsa verso la presidenza, oltre che uno dei temi maggiormente contestati dagli esponenti del Partito Democratico.

 

SVOLTA SULL’IMMIGRAZIONE – Il decreto presidenziale arriva a soli tre giorni dall’insediamento ufficiale e si occuperà di ridefinire i termini della sicurezza nazionale attraverso la destinazione di fondi pubblici federali per arginare l’ingresso di cittadini messicani negli States, mentre un’altra specifica direttiva sarà rivolta al tema dell’immigrazione di profughi d’Oltreoceano che provengono da nazioni in cui è forte il radicamento del terrorismo di matrice jihadista, tra cui la Siria.

Da questo punto di vista si profila un vero e proprio giro di vite, dal momento che il provvedimento sconfesserebbe non solo la politica estera di Barack Obama ma suonerebbe anche come un invito alla stessa Unione Europea a stringere le maglie per quanto riguarda l’accoglienza; inoltre, una possibile ripercussione potrebbe esserci anche sul sistema degli ESTA (Electronic System for Travel Authorization), ovvero il Sistema Elettronico per l’Autorizzazione al Viaggio negli USA anche per motivi turistici.

 

 

 

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