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Siria: gli USA lanciano 59 missili Tomahawk su obiettivi militari

L’indomani dell’attacco chimico a cui è stata esposta la zona siriana limitrofa ad Idlib, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di predisporre il lancio di 59 missili Tomahawk alla volta della base dell’aeronautica da dove era partito il flagello legato ad una cellula terroristica.

Damasco, già fortemente scossa dai problemi interni e dai continui attacchi militari, ha parlato di un’aggressione armata da parte degli USA che, pare, abbia mietuto anche numerose vittime civili. L’America rassicura che gli obiettivi colpiti siano stati soltanto militari, si parla infatti di basi aeree, piste di atterraggio e zone di rifornimento carburante. Il Pentagono si è affrettato a precisare che l’intervento americano sia stato direttamente proporzionale a quello terroristico che ha scosso il mondo intero, l’America infatti si è esposta in prima linea con un atto in grado di smorzare ulteriori futuri attacchi, una sorta di azione preventiva in grado di dissuadere ulteriori attentati.

Israele, tramite il suo premier Benjamin Netanyahu, non ha tardato a dimostrare il suo totale appoggio verso la presa di posizione degli Stati Uniti, la Russia, al contrario, si è dimostrata completamente contro al lancio dei 59 Tomahawk. Mosca ha richiesto un’urgente convocazione del consiglio straordinario dell’Onu, per discutere su questo fatto considerato irresponsabile e sconsiderato che metterebbe in seria difficoltà i rapporti già tesi con il Medio Oriente che, dopo questa azione, potrebbe inasprire i conflitti.

Da Washington, per il momento, non sono arrivati cenni di ripensamento, Trump sembra essere sicuro del piano messo in atto con la speranza di aver dissuaso, almeno sul breve periodo, un susseguirsi di attacchi chimici che avrebbero minato la sicurezza dell’intero mondo occidentale.