Economia

Tasi: quanto pagano i proprietari

La Tasi sta continuando a creare scompiglio e panico nelle menti dei contribuenti: ecco come procedere per poter pagarla prima del termine di scadenza.

La Tasi: a chi è rivolta e che cosa comprende.

La nuova tassa, introdotta con la legge di stabilità per il 2014, è un’imposta che riguarda la quasi totalità dei cittadini italiani: coloro che infatti posseggono una casa, oppure vivono in affitto, oppure i proprietari di negozi devono pagare questa particolare tassa che è relativa alla gestione da parte dei Comuni di quei servizi definiti  “indivisibili”, per il fatto che vengano ad essere usufruiti indistintamente da tutti i residenti del comune ( si pensi alla manutenzione delle strade, la sicurezza, l’illuminazione pubblica, l’anagrafe, ecc…).
Viene meno, quindi, il concetto di proprietà per farsi strada, almeno parzialmente, quello di possesso dell’immobile.

I proprietari della casa che dati devono prendere in considerazione?

I proprietari di un immobile, compresi i locali commerciali, devono prendere in considerazione diversi dati, i quali saranno utili per poter effettuare il calcolo della tassa.
Come primo dato, è necessario che i proprietari prendano in considerazione il valore catastale, ovvero la presunta rendita della propria casa:  dato facilmente reperibile nella dichiarazione dei redditi o, in assenza dal documento, dal rogito.
Bisogna anche prendere in considerazione la percentuale che riguarda la rivalutazione dell’immobile, pari al cinque percento: questa percentuale è uguale ad ogni tipo di immobile.
Successivamente, è necessario conoscere il valore del moltiplicatore della categoria: ogni tipologia di fabbricato, infatti, avrà un tipo differente di moltiplicatore, ed i più elevati riguardano i magazzini e le case ( ma anche posti auto, soffitte, ecc…), che hanno un valore pari a centosessanta ( gli uffici di 80, mentre per i negozi si tratta di 55), ottenendo in questo modo la base imponibile sulla quale si applicherà il coefficiente stabilito dal proprio Comune.
Infine, bisogna prendere in considerazione l‘aliquota (varia dal 2,5 al 3,30%) applicata dai Comuni, ed in particolare quello che viene applicato nella propria città.
La Tasi è infatti una tassa particolare, dato che ogni Comune ha deciso di utilizzare un’aliquota che risulta essere differente, e che può essere reperita andando sul sito del proprio.
Quanto ottenuto costituirà l‘imposta lorda alla quale si dovrà sottrarre le eventuali detrazioni di cui si ha diritto, ottenendo l’importo da versare.

Capire quanto bisogna pagare.

Per conoscere l’importo della Tasi, quindi, abbiamo visto come ci servano sostanzialmente solo un paio di dati: la rendita catastale, il moltiplicatore per tipologia di fabbricato, l’aliquota adottata dal proprio Comune ed eventuali detrazioni a proprio favore.
Il calcolo della TASI è simile a quello dell’IMU, con l’avvertenza di ricordarsi come le aliquote siano espresse in “per mille”.
Per semplificare con un esempio poniamo che due coniugi posseggano un appartamento al 50%, valutato per una rendita catastale di 600 euro e con un’aliquota comunale fissate al 2,5 per mille:
Occorrerà fare quindi 600  x 1,05 (il 5% di rivalutazione) x 160 x 2,5 / 1000 = 252, con una spesa per coniuge che sarà di 252/2 pari a 126 euro.

Il procedimento degli inquilini.

Cosa devono fare invece gli inquilini? Loro sono soggetti alla Tasi se vivono in un determinato appartamento, o in una casa, da almeno sei mesi, ed attenzione: anche se la casa non viene utilizzata abitualmente, gli inquilini dovranno pagare la Tasi se hanno un contratto da più di sei mesi.
Qualora dispongano della somma dell’importo della tassa dovuta dell’immobile, per gli stessi sarà sufficiente scorporare la parte di propria competenza, sapendo che la stessa potrà variare dal 10% al 30%, a seconda delle disposizioni del proprio Comune.  Altrimenti anche all’affittuario spetterà l’onere (non vengono inviati bollettini pre-compilati), di effettuare il calcolo visto in precedenza, salvo calcolare sullo stesso la percentuale a proprio carico. Tasi non dovuta però se l’importo fosse inferiore ai 12 euro o alle soglie previste dai singoli Comuni.

Dove pagare?

Dove bisogna pagare la Tasi e come? Basta compilare il modello F24, e inserire le eventuali detrazioni sui figli o sul valore storico dell’immobile: la tassa potrà essere pagata anche tramite il web, mediante bonifico bancario, oppure recandosi alle poste.
E’ importante sottolineare che si potrà richiedere il pagamento rateale, che generalmente comprende due rate di importo identico che verranno pagate durante l’anno.
In alternativa, il termine ultimo di scadenza di tale tassa è stabilito per il sedici di Ottobre: se un inquilino non dovesse pagare la tassa, il proprietario non subirà alcun tipo di provvedimento, in quanto non è responsabile del suo comportamento, mentre a dover pagare eventuali aumenti della tassa, dovuti a interessi e more varie, sarà sempre l’inquilino che non ha effettuato puntualmente il pagamento.

Leave a Response