Maurizio Crozza – Dimartedì copertina del 9 dicembre 2014

di Redazione
In Gossip e Tv
10 dicembre 2014
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Come ogni settimana, ritorna su La7, la satira politica e i commenti sugli ultimi fatti italiani del comico genovese con la tradizionale copertina del programma "Dimartedì" condotto da Giovanni Floris.

 

L’intervento inizia rievocando un passaggio della copertina della settimana scorsa; infatti, per descrivere lo scandalo di Mafia Capitale, Crozza aveva paragonato la figura di Carminati, al centro dell’inchiesta, a quella de “Il Padrino”.

Crozza prende di mira l’ex sindaco di Roma, Alemanno, reo di non aver approfondito minimamente la questione e di essersi fidato troppo dei suoi consiglieri.
La situazione disperata e paradosale della città è testimoniata, secondo Crozza, dal fatto che un ateo dichiarato come l’attuale sindaco Marino si sia rivolto al Papa invitandolo a pregare per la città e per la sua redenzione. Il comico abbozza una possibile conversazione tra i due, affermando che un miracolo non basterebbe.

 

L’intervento prosegue con i commenti alle dichiarazioni del Premier Renzi sui fatti di Roma e con una divertente ironia sulla sua capacità di adattare l’abbigliamento in base al pubblico a cui si rivolge.
Crozza, prima, si sofferma e ironizza sulla relativa importanza di un’altra affermazione di Renzi: “Grazie al Pd, l’Italia si è liberata di Grillo” rispetto ai veri problemi dell’Italia; poi, il comico si concentra sulla crisi economica e lavorativa del Paese, testimoniata dalla bocciatura della Merkel e dal declassamento subito dalle agenzie economiche internazionali.

L’intervento prosegue con l’interazione di Crozza con Salvini, ospite in studio. Il comico spiega a modo suo le ragioni della visita in Russia del leader leghista per poi soffermarsi sull’episodio della scuola di Bergamo che ha deciso di non esporre il presepe.
Crozza spiega a Salvini, difensore delle tradizioni italiane, come il leader dovrebbe esserne contrario perché nel presepe sarebbero presenti tanti elementi contrari alle idee leghiste come il tema della famiglia, degli extracomunitari e dell’abusivismo.

La copertina si conclude con l’affermazione paradossale, ma fortemente ironica, che Gesù, nella Milano di Salvini non sarebbe proprio nato.

 

 

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