Milan, il closing ora è ufficiale: il club passa da Silvio Berlusconi alla cordata cinese di Yonghong Li

di Redazione
In Calcio
14 aprile 2017
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Dopo mesi di lunghe trattative e di continui rinvii, nella giornata di ieri è diventato ufficiale il closing che, dopo 31 anni, ha visto il passaggio del Milan dalla famiglia Berlusconi alla cordata cinese.

 

CESSIONE DEL MILAN, ARRIVANO LE FIRME – 31 anni di presidenza e 29 trofei: si chiude con questo bilancio la lunga e fortunata avventura di Silvio Berlusconi alla guida del Milan. Da ieri, infatti, il club rossonero non è più di proprietà dell’ex Presidente del Consiglio a seguito del closing che ha portato il 99,93% delle azioni nelle mani di Rossoneri Sport Investment Lux, una società lussemburghese costituita ad hoc da Yonghong Li, principale ispiratore della cordata cinese e futuro successore dello stesso Berlusconi.

Nella lunga giornata che ha visto lo storico passaggio di consegne, la Rossoneri Sport Investment Lux ha versato i 370 milioni mancanti al pagamento (di cui 270 a Fininvest e 100 allo stesso Milan che poi li girerà comunque alla principale holding della famiglia Berlusconi) alla presenza di Han Li (braccio destro di Yonghong, assente per l’occasione), di Marco Fassone (prossimo amministratore delegato al posto di Adriano Galliani) e degli avvocati dei due gruppi.

 

LA COMMOZIONE DI BERLUSCONI E GALLIANI – Insomma, dopo vari rinvii e due caparre versate nelle casse di Fininvest negli scorsi mesi, la cordata cinese che ha rilevato il Milan comincia a svelare la sua identità e, per bocca dello stesso Han Li, ha già promesso ai tifosi rossoneri di voler riportare presto il Diavolo sul tetto del mondo.

Per quanto riguarda l’oramai ex patron, si è appreso al termine della movimentata giornata che non accetterà la presidenza onoraria, pur dicendosi “addolorato” per questo doloroso passo, necessario tuttavia per rilanciare subito il brand Milan.

“Resterò comunque il primo tifoso di questa squadra”

ha assicurato Berlusconi, commosso al pari di Adriano Galliani che, tuttavia, ha cercato di nascondere l’emozione del momento:

“I miei sentimenti li tengo privati”

si è limitato a dire il più fidato collaboratore dell’ex Cavaliere incontrando i giornalisti all’uscita dalla sede della Lega di Serie A e ricordando comunque come, nel corso dell’ultimo trentennio, il modello manageriale del Milan sia diventato un esempio per il mondo del calcio.

 

 

 

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