Morto Emiliano Mondonico: il saluto toccante della figlia

di Redazione
In Calcio
29 marzo 2018
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L'ex allenatore di calcio Emiliano Mondonico è morto, dopo aver lottato per diversi anni contro il cancro. A darne l'annuncio la figlia, autrice di un toccante post sulla bacheca del profilo ufficiale Facebook dell'ex tecnico di Fiorentina, Atalanta e Torino.

 

Emiliano Mondonico è morto all’alba del 29 marzo, presso la sua casa di Milano, accanto alla compagna Carla e le due figlie Clara e Francesca. A dare l’annuncio questa mattina su Facebook è stata la figlia Clara, messaggio che in poche ore ha ricevuto centinaia di condivisioni, a testimonianza dell’affetto delle persone comuni per l’uomo prima che per l’allenatore. Nel post, che conta più di 3.000 mi piace, si legge tutta la gratitudine della famiglia nei confronti di una persona speciale.

Colpiscono le ultime due parole scritte dalla figlia Clara: ‘Eternamente tua’. A ricordarlo sono stati in tanti in queste prime ore di giovedì 29 marzo, tra cui Torino e Atalanta, due squadre che hanno conosciuto bene Emiliano Mondonico, conosciuto da tutti semplicemente con il soprannome ‘Mondo‘.

 

Spentosi all’età di 71 anni, dopo aver festeggiato il compleanno lo scorso 9 marzo, l’ex tecnico granata era da tempo malato. Sei anni fa rese pubblica la sua malattia, un cancro all’addome, per poi tornare ad allenare l’Albinoleffe a pochi giorni dall’operazione. Il cancro si ripresentò più volte negli ultimi anni di vita del celebre allenatore, fino al triste epilogo di questa mattina. Lo ha voluto ricordare anche Claudio Marchisio, che ha affermato come Mondonico abbia reso il derby di Torino una partita speciale.

Mondonico raggiunse risultati straordinari alla guida di Torino e Atalanta, trascinando i granata fino alla finale di Coppa Uefa del 1992 contro l’Ajax, vinta dagli olandesi allenati dal maestro Louis Van Gaal. Da segnalare anche il record di cinque promozioni in Serie A ottenute con squadre tutte diverse, tra cui Cremonese (prima squadra allenata) e la Fiorentina, a cui regalò il ritorno nella massima serie italiana.

 

 

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