Roma: eliminazione Champions e tra Sabatini e Garcia prime fratture

di Redazione
In Calcio
12 dicembre 2014
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La cocente e prematura eliminazione, secondo il piano societario, dalla Champions League, sembra aver sollevato il coperchio in casa giallorossa a qualche magagna, con l'allenatore della Roma Rudi Garcia e il Direttore sportivo Walter Sabatini in disaccordo su molte mosse sul fronte mercato.

 

Il coach francese infatti, all’indomani della sconfitta contro gli inglesi del Manchester City che ha decretato l’abbandono della squadra dalla massima competizione europea, ha dichiarato senza mezzi termini che il divario tra i due club è ancora troppo ampio e servono molti più giocatori forti e di qualità per colmarlo. Diversamente Sabatini, che deve far anche i conti con il bilancio, non sempre facili viste le crescenti difficoltà del calcio italiano nel reperire capitali freschi da investire in colpi milionari, preferisce provare il colpo ad effetto, quello a sorpresa, magari scovando il talendo di domani pagandolo poco e crearsi in casa un’eventuale plusvalenza, piuttosto che inseguire campioni dai costi, e specialmente dagli ingaggi, elevati o addirittura proibitivi.

Una politica quella del Ds giallorosso che comporta elevati rischi, ma ha spesso portat, viste le indubbi abilità da talent scout di Sabatini, a grossi risultati: è il caso di Erik Lamela, comprato giovanissimo dal River Plate per circa 17 milioni, comprese le commissioni e con un ingaggio accettabile, quando ancora il suo talento era si evidente ma non totalmente esploso, e rivenduto a più del doppio (35 Milioni) l’estate scorsa al Tottenham, con un’importante plusvalenza. La stessa realizzata per Marquinhos, anzi addirittura qui la plusvalenza è superiore ai 25 milioni, visto che è stato comprato appena diciottenne per 3.5 milioni e rivenduto al Paris Saint- Germain per 31.4 milioni. Accanto a questi grandi risultati, però, vanno anche annoverati flop o talenti non ancora totalmente sbocciati, magari acquistati non in totale accordo con Rudi Garcia: è il caso di Juan Manuel Iturbe che dopo la sfavillante stagione scorsa aveva attirato le attenzioni di molti, venendo strappato alla concorrenza agguerrita della Juventus, sul fil di lana, da un colpo da maestro di mercato di Sabatini, per circa 24 milioni: ottimo giocatore, futuro assicurato se dovesse continuare nel percorso di crescita intrapreso a Verona, peccato però che il tecnico transalpino, per il salto di qualità definitivo, avesse chiesto Cuadrado della Fiorentina al suo responsabile del mercato, richiesta che Sabatini però ha deciso di non assecondare.

 

Anche il capitolo portiere è un nodo cruciale del rapporto tra i due: Garcia infatti voleva mettere pressione positiva a De Sanctis, affiancandogli un secondo portiere in grado di sostituirlo degnamente, e il nome era ricaduto su Ruffier del Saint Etienne, con lo stesso allenatore francese a muoversi in prima persona per l’estremo difensore, ma Sabatini ha preferito affidare quel ruolo a Skorupski, inutilizzato da Garcia se non per l’assenza di De Sanctis.Un’altro nome fatto in estate era quello di Basa, pupillo del francese del tecnico già dai tempi del Lille, ma anche questa vicenda si è conclusa con un nulla di fatto, con Sabatini che ha preferito investire quella cifra per talenti, o presunti tali, come Sanabria e Ucan, caduti presto, troppo presto, nel dimenticatoio.

Una mancata soddisfazione per Garcia, nonostante la Roma in estate abbia speso ben 57 milioni per rafforzare la squadra ( vista la partenza di Benatia per un saldo negativo di poco più di 15 milioni) anche se, come emerge dagli ultimi rumors, gli acquisti non sarebbero totalmente in linea con le richieste e aspettative avanzate da Garcia. In ogni caso un raffreddamento del rapporto tra Tecnico e Ds, proprio quando la Toma avrebbe bisogno più di tutto di una ritrovata serenità.

 

 

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