Rosa di 25, fair-play finanziario e curriculum per gli extracomunitari: parte la rivoluzione di Tavecchio

di Redazione
In Calcio
20 novembre 2014
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Se si tratti o meno di una rivoluzione per il mondo calcistico nostrano, lo dirà solo l tempo, ma quel che è certo che le misure preannunciate da Tavecchio fanno già discutere.

 

Carlo Tavecchio inizia a delineare il suo programma di rinnovamento del  mondo del calcio e sono già pronte alcune riforme. I punti fondamentali? Le rose con un massimo di 25 giocatori, il fair play finanziario, la libertà di circolazione degli Under 21 e il curriculum obbligatorio per gli extracomunitari.

Il nuovo presidente della Federcalcio è sceso in campo per cambiare lo sport nazionale e ha introdotto nuove misure. Tra i 25 giocatori delle nuove rose, ce ne dovranno essere almeno 4 cresciuti nel vivaio di un team italiano e altri 4 in quello del club nel quale militano. Tuttavia, già arrivano le prime polemiche da parte delle associazioni dei calciatori e degli allenatori, che si sono opposte a questa serie di riforme. Secondo il presidente dell’Aic Damiano Tommasi, le rose modificate non favoriscono i vivai e le nuove norme rappresentano soltanto una misura accessoria, un palliativo che sostanzialmente non favorisce più di tanto la Nazionale.

 

A favore delle leggi il presidente della Lazio Claudio Lotito, da sempre grande sostenitore di Tavecchio. Le norme sarebbero utili per l’abbattimento dei costi e per la valorizzazione dei giovani, con un numero non eccessivo di stranieri per ogni squadra. Almeno un extracomunitario deve avere due presenze tra campo e panchina in un team, o almeno cinque in tutta la carriera. Il giovane che non fa parte di un Paese membro dell’Unione Europea dovrà risiedere in Italia e aver frequentato una scuola nostrana per almeno quattro anni. Un modo, secondo Lotito, per evitare la diaspora dei Primavera dai settori giovanili di tutta Italia.

Cambieranno i budget del 2014 e del 2015, così come le norme inerenti alla decadenza dalle varie cariche. Il Presidente Tavecchio parla di una perdita in bilancio di circa 10 milioni e di un buco raddoppiato, anche se una parte verrà recuperata dalle cessioni effettuate dal Coni. Inoltre, il leader della Figc vuole accertare la legittimità dei marchi scommesse.

 

 

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