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Tour de France 17º tappa: Froome tiene anche sulle Alpi, cade Contador

Dopo la giornata di riposo, l’ultima di questa edizione, il Tour de France proponeva la prima della 4 tappe consecutive da svolgersi sulle Alpi.

Dopo le dichiarazioni rilasciate da Contador, nelle quali lo Spagnolo preannunciava la sua volontà di provare non solo a raggiungere il podio, ma addirittura di battere Froome, il capitano della Tinkoff è caduto nel corso dell’ultima discesa, arrivando pesantemente in ritardo rispetto ai migliori. La vittoria della 17esima tappa, che da Digne les Bains portava i ciclisti a Pra Loup (161 km totali), è andata ad un coraggioso Simon Geschke, arrivato in solitaria sul traguardo posto in salita.
Il migliore degli uomini di classifica è stato Quintana, che ha provato più volte a piazzare lo strappo decisivo per cercare di staccare Froome sulle ultime due salite. Il leader della Sky, rimasto senza compagni, ha però prontamente risposto ad ogni attacco. Anche Nibali ha tentato di guadagnare qualche secondo in classifica, salvo giungere alle spalle della coppia Quintana-Froome (con il Colombiano che si è aggiudicato lo sprint finale).

Per Geschke, quella di oggi ha rappresentato la prima vittoria ottenuta in una grande corsa a tappe. Il 29enne corridore tedesco della Giant Alpecin ha firmato un’impresa d’altri tempi, agendo da solo prima di affrontare il col d’Allos. Lo scatto è avvenuto appena passato il traguardo volante previsto a Beauvezer. I posti d’onore se li sono aggiudicati Talansky e Uran, in costante miglioramento di condizione, ma ormai pesantemente fuori classifica. Quarto un ottimo Pinot, che ha avuto la sfortuna di scivolare in discesa sull’asfalto bagnato.
Per quanto riguarda i big, la loro corsa non ha avuto sussulti fino alla salita del col d’Allos, quando Michele Scarponi ha iniziato ad imporre un ritmo molto alto. La selezione è stata importante, tanto che ad affrontare la discesa successiva sono stati solo 5 atleti; oltre a Quintana e Froome erano presenti Valverde, Nibali e Contador. Quest’ultimo, mentre non era inquadrato dalle telecamere, è scivolato battendo la gamba sinistra; dopo essersi fatto prestare la bicicletta da Sagan, ha proseguito la sua corsa, ma il danno ormai era fatto. Lo Spagnolo ha raggiunto il traguardo accumulando un ritardo di 2 minuti e 17 secondi dagli altri uomini della generale.
La battaglia tra i big è ripresa solo all’ultimo chilometro, con Quintana che ha provato a partire a sorpresa. Froome non ha fatto una piega, iniziando a pedalare con il suo ritmo insostenibile e recuperando il distacco. A livello di classifica generale, il britannico conserva agevolmente la maglia gialla, con Quintana a 3 minuti e 10 secondi di distanza. Nonostante Nibali abbia finito per cedere ai 2 altri 15 secondi, ha recuperato altre posizioni in classifica, ritrovandosi al settimo posto, a 8 minuti e 4 secondi.  A comparire nella “top ten” è stato Mathias Frank (giunto quinto al termine della tappa), ottavo a meno di 9 minuti da Froome.
Da segnalare, nella giornata di oggi, un ritiro eccellente come quello di Tejay Van Garderen, terzo nella classifica generale. Il ciclista statunitense, partito  dopo essere stato colpito da un attacco influenzale, ha iniziato a perdere terreno dal gruppo della maglia gialla fin dalle prime battute. Ha cercato di lottare per arrivare alla fine della tappa, ma è stato costretto al ritiro quando all’arrivo mancavano 70 chilometri. Le telecamere lo hanno impietosamente inquadrato mentre, dopo essere sceso dalla bici tra le lacrime, è salito sull’ammiraglia della sua squadra. Un altro ritiro ha segnato la tappa e ha coinvolto il campione del mondo su strada Michal Kwiatkowski.

La tappa di ieir ha rappresentato l’antipasto di quello che attenderà i ciclisti nelle prossime giornate. Già la giornata di oggi prevede 7 salite, con il percorso che si svilupperà da Gap a Saint Jean de Maurienne lungo 186,5 chilometri.
Potrà pesare sulle gambe, ma anche rappresentare un’ulteriore occasione per Quintana di testare la resistenza di Froome, in particolare sulla penultima salita; il Col du Glandon, infatti, rappresenta un hors categorie. Si tratta di ben 21,7 chilometri ad una pendenza media del 5,1%; in alcuni tratti, però, si arriverà al 9%. In più, nella parte finale (si parla di 13 km) verranno affrontati diversi tornanti; la vetta è posta a 10 km dal traguardo. Si attende anche una risposta d’orgoglio da parte di Contador.

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